Anticorpi monoclonali: reazioni avverse cardiache associate a Trastuzumab nelle pazienti con cancro al seno


È stata valutata l’incidenza di eventi avversi cardiaci nelle pazienti con tumore alla mammella di stadio precoce, trattato per 1 anno con Trastuzumab ( Herceptin ) dopo il completamento della chemioterapia (neo)adiuvante nello studio HERA.

Lo studio HERA ( Herceptin Adjuvant ) è uno studio randomizzato a 3 gruppi che ha messo a confronto il trattamento con Trastuzumab per 1 o 2 anni, rispetto alla sola osservazione in donne con tumore al seno allo stadio precoce e positivi per HER2 ( recettore 2 del fattore di crescita epidermica ).

Sono state giudicate idonee allo studio pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra normale (maggiore o uguale a 55% ) dopo il completamento della chemioterapia (neo)adiuvante con o senza radioterapia.

La funzione cardiaca è stata monitorata nel corso dello studio e l’analisi qui riportata ha preso in considerazione pazienti assegnate in maniera casuale a 1 anno di trattamento con Trastuzumab oppure a osservazione.

In totale, 1698 pazienti sono state assegnate a osservazione e 1703 a 1 anno di Trastuzumab; il 94.1% delle pazienti è stato trattato con antracicline.

L’incidenza di interruzione del Trastuzumab a causa di disturbi cardiaci è risultata bassa ( 5.1% ).

A un follow-up mediano di 3.6 anni, l’incidenza di endpoint cardiaci è rimasta bassa, pur essendo più alta nel gruppo Trastuzumab che nel gruppo osservazione ( insufficienza cardiaca cronica grave, 0.8% versus 0.0%; diminuzione significativa confermata della frazione di eiezione ventricolare sinistra, 3.6% vs 0.6% ).

Nel gruppo Trastuzumab, 59 dei 73 pazienti con endpoint cardiaco hanno raggiunto un recupero acuto e di queste 59 pazienti, 52 sono state considerate dal consultivo cardiaco con maggior probabilità di esito favorevole dal punto d vista cardiaco.

In conclusione, l’incidenza di endpoint cardiaci rimane bassa anche dopo un follow-up prolungato a lungo termine e l’incidenza cumulativa di qualsiasi tipo di endpoint cardiaco aumenta durante il periodo di trattamento programmato, ma resta relativamente costante in seguito. ( Xagena_2010 )

Procter M et al, J Clin Oncol 2010; 28: 3422-3428



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