Avastin e Paclitaxel nel trattamento di prima linea del carcinoma mammario metastatico


Il trattamento di prima linea del carcinoma mammario metastatico con Bevacizumab ( Avastin ) associato al chemioterapico Paclitaxel ( Taxol ) ha raggiunto l’end point primario di efficacia di miglioramento della sopravvivenza libera da progressione, rispetto alla sola chemioterapia.

L’analisi ad interim di questo studio ha mostrato che i pazienti sottoposti a terapia con Bevacizumab più Paclitaxel hanno raddoppiato il periodo di sopravvivenza senza alcuna progressione della neoplasia rispetto al trattamento con solo Paclitaxel ( hazard ratio, HR = 0.50, equivalente ad una riduzione del 50% del rischio di progressione del carcinoma ).

La sopravvivenza media libera da progressione è stata di 11 mesi per i pazienti su Bevacizumab associato a chemioterapico, rispetto ai 6 mesi per i pazienti sul solo Paclitaxel.

E’ stato osservato un miglioramento del 49% nell’end point secondario di sopravvivenza generale ( HR = 0.67, equivalente ad una riduzione del 33% del rischio di morte ).

Nei pazienti con malattia rilevabile, la percentuale di risposta generale è stata del 28% ( 93/330 ) nel braccio Avastin più chemioterapico, un incremento del 100% rispetto al 14% osservato nel braccio sola chemioterapia.

Questo studio di fase III multicentrico ha coinvolto 722 donne con carcinoma mammario metastatico precedentemente non trattato.
Le pazienti sono state assegnate in modo random a ricevere Paclitaxel con o senza Avastin.

Le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2- positivo non sono state arruolate nello studio a meno che non avessero ricevuto un precedente trattamento con Herceptin ( Trastuzumab ) o non potevano essere trattati con Herceptin.

Le pazienti che avevano ricevuto Paclitaxel nei 12 mesi precedenti e le pazienti con una precedente storia di coaguli o che stavano assumendo anticoagulanti sono state escluse dallo studio.

Bevacizumab è un anticorpo terapeutico in grado di inibire il fattore di crescita vascolare endoteliale ( VEGF ), una proteina che svolge un ruolo importante nell’angiogenesi tumorale e nel mantenimento dei vasi esistenti a livello del tumore.

Una valutazione preliminare riguardante la sicurezza del trattamento ha mostrato che gli eventi avversi di grado 3/4, che sono stati riscontrati più spesso nel braccio Avastin, hanno incluso neuropatia, ipertensione e proteinuria.
La neuropatia, che è nota per essere associata alla durata del trattamento con Paclitaxel, è stata riscontrata nel 21% dei casi tra i pazienti trattati con Avastin più chemioterapia e nel 14% dei casi su sola chemioterapia.
L’ipertensione è stata osservata nel 13% delle pazienti nel gruppo Avastin più Paclitaxel e in nessuna delle pazienti su solo Paclitaxel.
Il 2% delle donne su Avastin più chemioterapia ha mostrato proteinuria, che non è stata riscontrata nelle pazienti su sola chemioterapia.
Un paziente del braccio Avastin e chemioterapia ha sviluppato insufficienza cardiaca congestizia sintomatica.
Altri eventi avversi sono risultati simili tra i due gruppi.( Xagena_2005 )

Fonte: 41st Annual Meeting of the American Society of Clinical Oncology ( ASCO ), 2005



MedicinaNews.it

XagenaFarmaci_2005